Home        Dove siamo        Servizi        Cultura       Lacedoni@News        Fotografie       Genealogy       Contattaci

 

lunedì 4-IX-2006

 
 

RADICE (IDV): “OLTRE GLI ATTUALI CONFINI GEOGRAFICI”

“E’ quotidiana e sempre più pressante la richiesta da parte dei centri del Cilento e della Valle di Diano di far parte della Basilicata. Sono pochi in vero i rappresentanti politici lucani che intravedono in questa richiesta una grande opportunità di rilancio e di sviluppo dell’area lucana interessata a tale allargamento (Val d’Agri – Lagonegrese)”.

Lo afferma, in un comunicato stampa, Aldo Michele Radice, portavoce di Italia dei Valori. “Il ragionamento di base – aggiunge Radice - è che le aree, oggi campane, facevano parte dell’antica Lucania e che un loro ricongiungimento ha ragioni profonde che affondano nelle similitudini culturali e sociali con le aree limitrofe lucane. Le ragioni più vere risiedono invece nella grande insofferenza di queste aree campane, che ritengono di essere lontane dai processi di sviluppo, più rivolti al grande asse di inurbamento Napoli – Salerno. Ritenute aree marginali per la Campania, costituirebbero sicuramente aree forti per la Basilicata, se questo processo di inglobalizzazione dovesse, e ce lo auguriamo, farsi concreto. Siamo perfettamente convinti – continua l’esponente di Idv - che lo sviluppo di una regione passa attraverso anche la crescita demografica, che in Basilicata invece regredisce, ma siamo altrettanto convinti che una regione deve valutare sotto tutti gli aspetti l’allargamento dei propri confini. Non vi è alcun dubbio che un allargamento alle sole aree del Cilento e del Vallo di Diano porterebbe ad un forte sbilanciamento geografico ed economico della Basilicata verso queste aree, per il peso territoriale e demografico che esse rappresentano e che in futuro eserciterebbero.

Molto più giusto e veritiero sarebbe invece ipotizzare un allargamento anche verso altre aree attigue alla nostra Regione. Intanto perché l’attuale Basilicata non coincide con l’antica Lucania e che pertanto vi è un’area regionale che ha rapporti economici e sociali più prossimi alla Puglia, che ha a sua volta aree marginali e di sofferenza al pari della Campania. Ipotizzare un allargamento anche sul versante pugliese (es. Candela, Spinazzola, ecc.) o del basso avellinese (es. Calitri,Monteverde, Acquilonia, S.Andrea di Conza, ecc.) fungerebbe da importante contrappeso alla sola ipotesi del Cilento e del Vallo di Diano, non solo, ma porterebbe a sua volta a giustificare la reale e non più contrapposta ipotesi dell’istituzione di altre due province in Basilicata”. Per Radice “rimarrebbe però l’eterno problema delle aree interne, perché l’inclusione di aree così forti porterebbe all’ulteriore emarginazione di quelle interne, per le quali andrebbe valutata con grande attenzione l’ipotesi prospetta alcuni giorni fa sulla stampa dall’On. Nicola Savino, ossia aprirsi all’accoglienza verso extra comunitari, potendo realizzare progetti specifici di inserimento e di lavoro”. 


Fonte:  http://potenza.metropolisinfo.it - Adnkronos

 
 
 
Inviare a lacicogna@lacedonia.com  un messaggio di posta elettronica
Copyright ©  2001-2006 Lacedonia.com
Ultimo aggiornamento: 13-12-06