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Il mio caro "vecchio" maestro
La scuola italiana ha
insegnanti più anziani rispetto alla media dei Paesi Europei e Ocde, ma
soprattutto è una scuola al femminile. Con quali conseguenze sul piano
educativo?
E' quanto emerge dalle lettura dei dati sull'indagine Ocde, Regards sur l'education
2001, sui quali il Centro Studi Gilda, coordinato dalla prof.ssa Serafina Gnech,
ha ricavato interessanti riflessioni.
Nella scuola elementare, l'età media delle maestre italiane è la più alta in
Europa, assieme a quella delle colleghe tedesche e svedesi. L'Italia, ma anche
la Germania e la Svezia hanno, nella scuola media, il maggior numero di
insegnanti con età superiore a 50 anni.
Soprattutto la scuola italiana ha una maggioranza di insegnanti donne: 58,8%
nelle scuole superiori, il 73,3% nelle scuole medie, il 94,6% nelle elementari.
Nelle scuole materne, la percentuale non è riportata dai dati Ocde, ma altre
fonti la pongono circa al 99%.
Queste percentuali sono significativamente al di sopra della media dei Paesi
Ocde, valutate al 48,9% nella scuola superiore e al 62,7% nella scuola media.
Nella scuola elementare tedesca, ad esempio, la percentuale delle insegnanti è
dell'81,5%.
I dati riportati, secondo la prof.ssa Gnech mostrano che gli insegnanti dei
paesi Ocde, Italia inclusa, sono anziani e prossimi alla pensione. Gli studenti,
inoltre, si trovano a vivere in un universo scolastico adulto completamente
femminile.
Dice la Gnech:" Nelle scuole italiane, la "femminilizzazione" delle cattedre ha
raggiunto livelli patologici e ciò dovrebbe essere fonte di preoccupazione. Le
conseguenze sul piano educativo sono evidenti a chiunque sia a conoscenza
dell'importanza del codice normativo (rappresentato dalla figura maschile),
accanto a quello affettivo (rappresentato dalla figura femminile) in tutte le
fasi della crescita…
Sul piano professionale la scuola rischia di divenire un ghetto femminile, che
meglio consente una politica di bassi stipendi, di scarso prestigio sociale e
una dimensione intellettuale misconosciuta che allontana la figura maschile
dalla scuola.
La figura maschile dell'insegnante diventa, perciò, sempre più rara, soprattutto
in proiezione futura.
Ma la prof.ssa Gnech, per bilanciare, ha una proposta provocatoria: "Anche le
donne dovrebbero disertare la scuola…" .
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